“Droca nen”, prevenzione delle CADUTE nell’anziano

Serata rivolta ai cittadini

Droca nen – come prevenire le cadute nell’anziano”. Era questo il titolo della serata informativa ad ingresso libero, rivolta a tutta la Cittadinanza, che si è tenuta venerdì 26 settembre 2014, nella Sala Convegni Biverbanca in via Carso, 15 nella nostra Città.

L’iniziativa era organizzata da ASL BI, Associazione Italiana Malattia di Alzheimer – Sezione di Biella, APA Italiana Onlus, Centro Servizi Volontariato di Biella e si proponeva come momento informativo rivolto alla popolazione per far fronte ad un problema diffuso: la caduta nell’anziano, con tutte le conseguenze del caso.
Negli ultimi anni, gli accessi al Pronto Soccorso dell’Ospedale degli Infermi da parte degli ultrasettantacinquenni sono stati circa 25 al giorno. Mediamente, cinque di questi accessi sono dovuti a traumatismi (conseguenze di cadute, ma non solo) ed uno di questi cinque si trasforma in ricovero ospedaliero. Per esempio, nel corso del 2013, 1.823 ultrasettantacinquenni si sono recati in Pronto Soccorso a causa di un traumatismo e di questi ben 366 sono stati ricoverati in ospedale. Pertanto, la serata di venerdì 26 settembre intendeva trasferire ai Cittadini le conoscenze necessarie per mantenersi fisicamente in salute facendo movimento, ma prevenendo, al tempo stesso, spiacevoli traumi, in particolare, le cadute.

Spiega il dottor Bernardino Debernardi, Direttore della Struttura Complessa Geriatria Post-Acuzie dell’ASL BI: “Le due grandi “battaglie” che si combattono in Geriatria sono quelle contro decadimento mentale (di tipo Alzheimer o di altra natura) e quella contro il deficit della deambulazione. Entrambe le condizioni possono portare ad una non autosufficienza dell’anziano, situazione che determina costi economici e sociali enormi e, soprattutto, un peggioramento netto della qualità di vita della persona colpita. Va detto che una caduta è sempre drammatica per l’anziano, anche quando non si verificano fratture, per esempio di femore”.

Nel corso della serata in programma sono intervenuti diversi Relatori: il dottor Bernardino Debernardi ha introdotto l’incontro serale per poi passare la parola al dottor Vito Marinoni, Medico Geriatra dell’ASL BI, che ha spiegato come mantenere sani ossa e muscoli con un’adeguata attività fisica, che può consistere anche solo nel:

  • camminare a passo spedito per almeno trenta-quaranta minuti al giorno
  • ricorrere a piccoli accorgimenti quali l’utilizzo delle scale al posto dell’ascensore o dei mezzi pubblici al posto dell’automobile.

L’attività fisica previene, infatti:

  • sia l’osteroporosi, cioè la perdita di calcio nelle ossa
  • sia la sarcopenia, cioè la perdita di massa muscolare.

Tuttavia, l’esercizio fisico deve essere svolto in sicurezza, indossando calzature idonee che garantiscano un’adeguata aderenza del piede, mentre spesso le persone anziane indossano ciabatte od altre calzature non indicate. A rinforzo di questo messaggio, nel corso della serata sono stati proiettati alcuni filmati, realizzati dal Centro Servizi Volontariato di Modena e gentilmente concessi al CSV di Biella, che avevano per oggetto una serie di cadute che si verificano proprio per via di calzature sbagliate, per la fretta di alzarsi o per la presenza di oggetti d’intralcio che possono far inciampare.

Successivamente, il Medico Geriatra dottoressa Elena Ortone ha affrontato con il pubblico presente il tema “Oltre l’attività fisica” per rimarcare l’importanza di mantenersi fisicamente attivi anche nella terza età, evitando, però, le situazioni di pericolo potenziale legate all’ambiente:

  • Camminando per strada occorre prestare attenzione a buche, avvallamenti, tombini.
  • In casa bisogna evitare di lasciare in giro cavi, prolunghe od oggetti ingombranti che potrebbero fare inciampare.
  • Bisogna ricordare che sonniferi, analgesici e tranquillanti possono alterare la vigilanza, l’attenzione, i riflessi e l’equilibrio.
  • Le “cattivi abitudini”, come l’utilizzo di sedie al posto di scalette idonee o muoversi per casa nella notte senza accendere le luci, vanno eliminate proprio per scongiurare spiacevoli incidenti.

La consapevolezza del rischio è il primo passo per ridurlo: nel caso di persone anziane, i riflessi sono rallentati, la muscolatura è meno forte e occorre dunque imparare a muoversi con calma, guardando sempre bene dove si mettono i piedi.

Tra i Relatori c’era anche il Presidente di AIMA Biella, Franco Ferlisi che ha parlato del legame tra cadute e decadimento cognitivo: il decadimento cognitivo aumenta il rischio di cadute, soprattutto nelle persone che presentano il fenomeno del “vagabondaggio”, tipico dei malati di demenze. Questi ammalati, infatti, tendono a camminare molto, ma hanno una minor consapevolezza dei rischi ambientali e questo, inevitabilmente, comporta maggiori rischi di caduta a terra.
Infine, il professor Lorenzo Ramasco, Insegnante di Educazione fisica, ha illustrato il Corso di ginnastica “Drocanen”, organizzato da APA Italiana Onlus e rivolto a persone di tutte le età per la prevenzione delle cadute.

Ha chiuso la serata il dibattito con il pubblico presente in sala, come si legge sul Comunicato Stampa trasmesso dalla Struttura Semplice Pubbliche Relazioni, Accessibilità e Comunicazione della nostra Azienda Sanitaria Locale.

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