BRONCOPNEUMOPATIA CRONICA OSTRUTTIVA, sabato 25 ottobre

A Biella concluso il convegno per raccontare storie di malattia e cura

 “B.P.C.O.: dalla storia della patologia alle storie di malattia e cura”. Era questo il titolo del convegno, ad ingresso libero, organizzato dalla Struttura Complessa (S.O.C.) Formazione e Comunicazione dell’ASL BI, con la collaborazione di Fondazione Edo ed Elvo Tempia e LILT Biella, che si è tenuto sabato 25 ottobre 2014, presso la Sala Convegni Biverbanca, a partire dalle ore 08.30 fino alle 17.00 circa.

L’iniziativa si rivolgeva a Medici di Famiglia (MMG, Medici di Medicina Generale), Pediatri di Libera Scelta (PLS), Medici ospedalieri, Psicologi ed Infermieri come momento utile per approfondire la broncopneumopatia cronica ostruttiva, una delle più frequenti patologie fumo correlate, sia sotto il profilo clinico ed epidemiologico, sia sotto il profilo della relazione con il paziente che ne è affetto.
È disponibile il pieghevole.

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La B.P.C.O. è un’affezione delle vie respiratorie che insorge, di regola, in seguito ai danni provocati dall’inalazione costante di sostanze nocive. Tra queste, i maggiori imputati sono senz’altro il fumo di sigaretta e l’inquinamento ambientale.

Si calcola che solo nel territorio biellese, circa mille pazienti soffrano di tale affezione, caratterizzata da:

  • tosse persistente con abbondante espettorato
  • fiato corto
  • bronchiti recidivanti.

Tali sintomi, se non adeguatamente trattati, tendono a peggiorare nel corso del tempo. Il costo per i trattamenti sanitari di questa patologia sono molto alti per la società, anche perché la malattia, a causa della lenta comparsa delle manifestazioni cliniche, spesso non viene tempestivamente diagnosticata e viene curata solo nelle fasi avanzate, quando, nella maggior parte dei casi, non si può far altro che ricorrere al ricovero ospedaliero.

Anche se la B.P.C.O. non è guaribile, una diagnosi precoce e l’adozione di misure adeguate, possono rallentare il decorso della malattia, migliorando la qualità della vita di coloro che ne soffrono. Il piano terapeutico proposto per affrontare tale patologia si articola su un lungo arco di tempo e, spesso, richiede al paziente cambiamenti importanti rispetto alle proprie abitudini ed al proprio stile di vita; cambiamenti che prevedono, in primis, l’attivazione di un percorso di disassuefazione dal fumo di sigaretta. In tutto ciò, un ruolo molto importante viene esercitato dalla relazione che si instaura tra il medico (in particolare il Medico di Medicina Generale, in virtù della stretta relazione che lo lega ai suoi pazienti ed alla possibilità di seguirli nel tempo) ed il paziente. Ed è proprio su questa basilare dimensione della cura che il convegno vuole porre il suo “focus”, partendo dall’approccio proprio della Medicina Narrativa.

La Medicina Narrativa, fiorita negli Stati Uniti a partire dagli anni Settanta del ‘900, ritiene di fondamentale importanza, nel processo terapeutico, considerare la dimensione soggettiva della storia di malattia, comprendendo come essa viene percepita e vissuta dal paziente – spiega il dottor Vincenzo Alastra, Direttore della Struttura Complessa Formazione e Comunicazione dell’ASL BI -.Secondo la Medicina Narrativa è fondamentale che medico e paziente entrino in una relazione significativa, caratterizzata da una comprensione profonda della storia e del vissuto di malattia. È a questa storia che il terapeuta deve far riferimento ed “agganciarsi” per essere incisivo nella propria azione, al fine di ottenere i migliori risultati in termini di aderenza ai consigli e alle prescrizioni mediche”.

Con un paziente che è stato ascoltato e compreso (per esempio per quanto concerne le sue credenze ed idee sulla pericolosità del fumo di sigaretta e le terapie secondo lui più efficaci), sarà più facile costruire significati ed obiettivi terapeutici condivisi, e questi, ragionevolmente con maggiore facilità si troverà ad aderire al trattamento che gli viene proposto, con il conseguente miglioramento degli esiti clinici. Questo modo di operare richiede ai professionisti della cura (medici, infermieri, psicologi, educatori) lo sviluppo di competenze di tipo narrativo.

Sono diverse le storie di malattia che il convegno ha contribuito a raccogliere, anche grazie alla collaborazione dei Medici di Medicina Generale e degli operatori, psicologi ed educatori, che lavorano presso i centri di disassuefazione dal fumo del Biellese:

  • l’Ambulatorio Tabagismo dell’ASL BI (con sede presso il Ser.T. di Cossato – tel. 015 9899853)
  • il Fondo Tempia (via Malta, 3 a Biella – tel. 015.351830), che organizza corsi psicoeducazionali di gruppo, rivolti a fumatori adulti motivati a smettere di fumare e condotti dalle psicologhe del Centro di Ascolto del Fondo Tempia
  • il Centro Antifumo di LILT Biella (via Belletti Bona, 20 a Biella – tel. 015 8352111), gestito da uno pneumologo, da uno psicologo e che offre la possibilità di disassuefazione dal fumo secondo modalità diversificate che tengono in considerazione sia il grado di dipendenza, sia il tipo di fumatore.

Le storie raccolte, ricche di esperienze e testimonianze di professionisti e pazienti sono state inserite in una pubblicazione dal titolo “Segnali di fumo. Azioni per la Prevenzione e la Cura del Tabagismo e della Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva”, che è stata presentata e distribuita ai partecipanti durante il convegno e che sarà anche resa disponibile on line sul sito dell’ASL BI. Ad esse sono, inoltre, ispirate alcune brevi piece teatrali che la compagnia ARS Teatrando di Biella porta in scena durante l’incontro formativo.

La Struttura Formazione e Comunicazione dell’ASL BI è da anni impegnata a promuovere un approccio formativo orientato dal paradigma narrativo che, nella pratica di cura, si delinea come l’evoluzione di una medicina centrata sul paziente e sulla relazione, una medicina volta al recupero e alla valorizzazione delle storie di vita e di malattia. Questa iniziativa, infatti, segue di poco il convegno “Pensieri Circolari. Narrazione, formazione e cura” che, nell’aprile scorso, ha portato a Città Studi più di 500 operatori da tutta Italia a confrontarsi sui temi della Medicina Narrativa, e che qualifica l’ASL BI come un autorevole punto di riferimento nel panorama nazionale, come riportato sul Comunicato Stampa trasmesso dalla Struttura Semplice Pubbliche Relazioni, Accessibilità e Comunicazione della nostra Azienda Sanitaria Locale.

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