Oltre 230 persone al Convegno sulla VESPA VELUTINA, nuova minaccia per ambiente e uomo

“Apicoltura – Ambiente e Salute IV – Le nuove sfide”. È stato questo il titolo del convegno in programma sabato 14 marzo 2015, dalle ore 09.00 alle 17.45 circa, nella Sala Convegni del Nuovo Ospedale dell’ASL BI (via dei Ponderanesi 2, Ponderano).
Organizzato dal Servizio di Sanità Pubblica Veterinaria del Dipartimento di Prevenzione dell’ASL BI, in collaborazione con l’Associazione Biellese Apicoltori, l’evento ha inteso focalizzare l’attenzione sui rischi per l’ambiente legati ad una nuova minaccia: la Vespa Velutina, volgarmente chiamata Calabrone asiatico. Si tratta di un insetto carnivoro, come tutti i vespidi, che preda di preferenza le api, procurando gravi danni agli alveari, riuscendo anche a causare la perdita delle famiglie.

Il convegno si rivolgeva, pertanto, a veterinari, medici, tecnici della Prevenzione, infermieri, assistenti sanitari, ma anche ad apicoltori, volontari della Protezione Civile, studenti di Agraria, studenti universitari e a chiunque volesse saperne di più su questo argomento.
I veterinari, i medici ed i tecnici dell’ASL BI hanno inteso così offrire un aggiornamento per prevenire la diffusione della Vespa Velutina, intervenendo in modo corretto ed incisivo a tutela dell’ambiente e delle api, che sono vere e proprie sentinelle dello stato di salute dell’ambiente stesso.

È disponibile il pieghevole con il programma.

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La Vespa Velutina è arrivata in Europa, per la precisione in Francia, a Bordeaux, nel 2004 dalla Cina, introdotta accidentalmente con un carico di materiale destinato ai vivai. Da quel momento, nonostante le misure di contenimento messe in atto dagli apicoltori, nel giro di pochi anni questo insetto ha conquistato tutto il territorio francese, è arrivato in Spagna ed ultimamente anche in Italia, in particolare in Liguria.

Il dottor Enrico Miglietta, esperto apistico del Servizio di Sanità Pubblica Veterinaria dell’ASL BI, spiega: “Vespa Velutina è originaria del sud est asiatico dove è ampiamente diffusa e conosciuta dalle api che hanno imparato a difendersi, mentre le nostre api sono completamente indifese di fronte ai suoi attacchi. La sua comparsa rappresenta un pericolo non solo per le api, visto che queste contribuiscono in maniera determinante alla conservazione dell’ambiente naturale, al mantenimento dell’ecosistema e all’incremento delle produzioni agricole, garantendo l’impollinazione naturale e la biodiversità del mondo vegetale”.

Lo scorso dicembre si era già svolto un incontro tra il Presidente dell’Associazione Biellese Apicoltori, dottor Paolo Detoma, ed i tecnici del Servizio di Sanità Pubblica Veterinaria del Dipartimento di Prevenzione dell’ASL BI. Dalla riunione è scaturita la scelta di predisporre un piano di monitoraggio per verificare, con l’utilizzo di trappole, l’eventuale arrivo di questo predatore anche nella zona biellese. Il convegno di sabato ha rappresentato, dunque, l’occasione per conoscere le strategie utili a scoprire a che punto è arrivata la diffusione dell’insetto e le misure da adottarsi per il suo contenimento.

L’unico modo per contenere lo sviluppo di Vespa Velutina è individuare il prima possibile i nidi e distruggerli. Per questo motivo è importante segnalare la presenza di questi insetti nocivi o dei loro nidi a:

per un intervento.

Si riportano qui di seguito alcune caratteristiche dell’insetto:
rispetto al calabrone, a cui comunque assomiglia, la Vespa Velutina è leggermente più piccola e più scura, comunque non facile da distinguere a colpo d’occhio. In particolare, la specie che si sta diffondendo è Vespa Velutina Nigrithorax, distinguibile per il torace molto scuro, come intuibile dal nome, e per avere la parte degli arti più vicina al corpo nera, a differenza dei calabroni che presentano sugli arti una colorazione uniforme. All’inizio della primavera, le regine escono dal “letargo invernale” ed iniziano la costruzione del nido e la deposizione delle uova. Il nido è sferico, a volte di grandi dimensioni, costruito utilizzando frammenti di legno masticato ed impastato con la saliva. A differenza dei calabroni e delle altre vespe, spesso il nido delle vespe velutine è appeso ai rami più alti di alberi di alto fusto, nascosto dalle foglie e non facilmente individuabile. Questo insetto è dotato di pungiglione ed il veleno è simile a quello dei calabroni, come si legge sul Comunicato Stampa trasmesso dalla Struttura Semplice Pubbliche Relazioni, Accessibilità e Comunicazione della nostra Azienda Sanitaria Locale.

 

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