Il Pronto Soccorso “Live” dell’Ospedale dell’ASL di Biella. Il sistema che mappa il percorso del paziente

Presentato mercoledì 18 ottobre nella Sala Convegni del nostro Presidio Ospedaliero

Da sinistra, il Coordinatore Infermieristico della SS Pronto Soccorso, Cinzia Rollino; il Direttore Generale dell’ASL BI, Gianni Bonelli; il Responsabile della SS Pronto Soccorso, Luca Grillenzoni; il Direttore della SC Medicina e Chirurgia d’Urgenza e Accettazione, Claudio Martina e l’Operation Manager, ingegner Giovanni Poggialini, all’apertura della presentazione del “Nuovo Sistema di Monitoraggio del percorso dei pazienti in Pronto Soccorso per utenti e familiari in attesa”, presso la Sala Convegni dell’Ospedale degli Infermi, nella mattinata di mercoledì 18 ottobre 2017

Mappare il percorso del paziente che entra in Pronto Soccorso. A Biella non sarà più un problema per il familiare o l’accompagnatore avere notizie e informazioni nel momento in cui il proprio caro accede nel Reparto dedicato alle emergenze.
È stato, infatti, sviluppato e attivato un nuovo sistema di monitoraggio che consente di capire in qualsiasi momento dove si trova il paziente. Attraverso il monitor presente in sala d’attesa(nella foto) è possibile non solo visualizzare il numero di pazienti in carico, ma anche capire se la persona in questione è in attesa, in visita o se sta eseguendo gli accertamenti.

A governare questo processo è un Totem intelligente. Ecco come funziona:

  • La persona che accede in Pronto Soccorso riceve al momento del triage un foglio, con un numero identificativo e un codice a barre, che consegna al suo accompagnatore o familiare, se presente.
  • Avvicinando il codice a barre alla luce rossa del Totem il sistema identifica il paziente e ne traccia il percorso fatto all’interno delle diverse aree di trattamento.

Il Pronto Soccorso “Live” – ha sottolineato il Direttore Generale dell’ASL BI, dottor Gianni Bonelli – è solo un ulteriore tassello nel processo di rinnovamento che ha interessato il Pronto Soccorso di Biella nel corso degli ultimi anni. Quest’ultimo rappresenta per eccellenza la prima porta di accesso in Ospedale ed è di certo il luogo in cui più occorre gestire le relazioni umane, spesso facendo i conti con un fattore tempo incalzante da utilizzare nel migliore dei modi, perché anche un minuto può rilevarsi essenziale. L’accorgimento messo a punto è pensato per venire incontro alle esigenze delle persone e fare in modo che il livello di informazioni possa essere adeguato, in base alle circostanze e alle necessità. Siamo convinti che sia anche un atto di trasparenza dovuto nei confronti dei cittadini“.

Questo sistema non sostituisce certamente il dialogo e il contatto tra il personale e i pazienti/ familiari – spiega il dottor Luca Grillenzoni, Responsabile della Struttura Semplice (SS) Pronto Soccorso (a sinistra nella foto, con il dottor Claudio Martina, Direttore della Struttura Complessa Medicina e Chirurgia d’Urgenza e Accettazione)  -. Tuttavia la tecnologia in questo caso ci aiuta a migliorare i flussi di informazione: in primo luogo per i parenti, spesso in ansia e desiderosi di conoscere più dettagli possibili, per riuscire a gestire al meglio la comunicazione, specie in situazioni di elevati accessi in cui è difficile poter dedicare tempo ai familiari“.

Un Pronto Soccorso che dal 2016 ha subìto cambiamenti significativi, specie sul piano organizzativo dove la logica di gestione si è orientata verso la complessità del paziente. È stato rimosso l'”Ambulatorio del Medico di Base” ed allestita un’area di trattamento “Codici Bassi”, dedicata ai pazienti a bassa complessità. È stata abolita l’area dedicata alla patologia chirurgica prevedendo aree di trattamento indistinte per i pazienti a medio-alta complessità. É stata istituita inoltre la figura del medico di “regia”: una figura esperta, dedicata alla gestione dei pazienti a media complessità e deputata a risolvere le eventuali criticità nelle diverse aree del Pronto. Questi provvedimenti hanno permesso, grazie anche all’implementazione delle risorse umane, di ridurre i tempi di attesa e di gestione scendendo al di sotto dello standard regionale prefissato.

Un ruolo fondamentale è svolto dal personale infermieristico che, attraverso un modello organizzativo di pregestione infermieristica – unico nel suo genere – prende in carico e mette in sicurezza il paziente in attesa, trasformando così l’attesa da “passiva” in “attiva”. L’infermiere dedicato opera secondo appositi protocolli, predisponendo una serie di interventi adeguati alla situazione, quali ad esempio:

  • la gestione del dolore
  • l’avvio di terapie in caso di necessità
  • prelievi ematici
  • l’esecuzione dell’elettrocardiogramma (ECG).

Tra i progetti in cantiere vi è il potenziamento dell’area “Codici Bassi” con l’avvio di un Ambulatorio infermieristico con competenze allargate secondo piani di formazione ben codificati.
Obiettivo futuro è anche l’ulteriore miglioramento di alcuni percorsi interni, con l’adozione di protocolli multidisciplinari per le patologie più comuni e per pazienti critici. In fase di definizione anche un piano reattivo ad hoc da mettere in atto nei periodi di massiccio afflusso.
Alcune novità sono in programma sul piano della logistica con interventi strutturali per ottimizzare la privacy in zona triage e con il controllo delle porte mediante badge, come si legge nel Comunicato trasmesso dall’Addetto Stampa della nostra Azienda Sanitaria Locale.

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