Cardiologia ASL Biella: impiantato un “ombrello” che mette al riparo dal rischio ictus

Primo caso di chiusura dell’auricola trattata con una procedura di cardiologia interventistica

Il gruppo dell’intervento multidisciplinare con il Direttore della Struttura Complessa (SC) Cardiologia – UTIC, dottor Marco Marcolongo (terzo, da destra)

È già a casa da diversi giorni il primo paziente trattato in Cardiologia con la tecnica dell’“ombrellino”. Si tratta di un dispositivo che una volta impiantato assume la forma di un ombrello e serve a chiudere l’auricola (un piccolo recesso dell’atrio sinistro dove nei pazienti con fibrillazione atriale si formano piccoli coaguli). Questo “ombrellino” serve a prevenire la movimentazione di coaguli nell’auricola; una protezione che impedisce la formazione di ostruzioni che andando in circolo possono generare ischemie cerebrali.

Una procedura di cardiologia interventistica effettuata nella sala “Roberto Borsetti”, dove le attrezzature e le tecnologie presenti, dono della Fondazione Famiglia Caraccio, si sono rilevate preziose.

“Una volta avuto accesso nell’atrio destro per via venosa femorale bisogna spingersi fino all’atrio sinistro – spiega il Direttore della Cardiologia dottor Marco Marcolongo. È una procedura estremamente delicata ed è guidata ecograficamente utilizzando la tecnica transesofagea: questo tipo di esame diagnostico ci consente, infatti, di visualizzare l’auricola e prendere   le misure per adattare il dispositivo su misura del paziente”. Una qualità di immagine ottimale grazie all’aggiornamento del software dell’ecocardiografo, dono congiunto del Rotary Club Biella e del Rotary Valle Mosso che consente la visione in tre dimensioni.

Il paziente trattato, 77 anni, è stato ritenuto candidabile alla procedura perché affetto da fibrillazione atriale e con evidenti controindicazioni ad assumere una terapia anticoagulante orale. La chiusura dell’auricola crea infatti una barriera di protezione per evitare la formazione di trombi in soggetti che hanno già una predisposizione a generarli. Tale procedura è indicata solo per i pazienti che hanno controindicazione all’uso della terapia anticoagulante a causa di un alto rischio di emorragia.

Un intervento multidisciplinare che ha visto operare in équipe più specialisti dell’ASL di Biella: i cardiologi Biondino Marenna e Simona De Vecchi, l’anestesista Luca Gramaglia, Tecnici di Radiologia, Neurologi e Infermieri supportati in questa occasione, in qualità di tutor, dal dottor Patrizio Mazzone, del Laboratorio di Elettrofisiologia dell’Ospedale San Raffaele e dalla dottoressa Laura Lanzoni, ecocardiografista proveniente da Bergamo, come si legge nel Comunicato trasmesso mercoledì 6 giugno 2018 dall’Addetto Stampa della nostra Azienda Sanitaria Locale.

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