Mario Sanò – Direttore Generale ASL BI, Alessandro Girardi – Direttore Sanitario ASL BI, Paolo Garavana – Direttore Amministrativo ASL BI, Leo Galligani e Paola Neirotti – Associazione Amici dell’Ospedale di Biella, Anna Schneider e Paolo Schneider, Lia Rusca - Massimo Bocchio - Merina Colaiacomo - SC Medicina Riabilitativa, Alberto Petti – Responsabile SS Ingegneria Clinica ASL BIMario Sanò – Direttore Generale ASL BI, Alessandro Girardi – Direttore Sanitario ASL BI, Paolo Garavana – Direttore Amministrativo ASL BI, Leo Galligani e Paola Neirotti – Associazione Amici dell’Ospedale di Biella, Anna Schneider e Paolo Schneider, Lia Rusca - Massimo Bocchio - Merina Colaiacomo - SC Medicina Riabilitativa, Alberto Petti – Responsabile SS Ingegneria Clinica ASL BI

Nella tarda mattinata di lunedì 16 febbraio 2026, presso la Sala Riunioni della Direzione Generale dell’ASL di Biella, si è tenuta la Conferenza Stampa di presentazione di una delle nuove raccolte fondi promosse dall’Associazione Amici dell’Ospedale di Biella in favore dei pazienti del Reparto di Medicina Riabilitativa dell’ASL BI, diretto dalla dottoressa Lia Rusca e coordinato per le attività rieducative dal dottor Massimo Bocchio Ramazio.

Il progetto riguarda l’acquisizione di diverse tipologie di dispositivi, del valore complessivo di oltre 50.000 euro, che andranno ad incrementare la qualità dell’offerta proposta ai pazienti, rendendo nel contempo più agevole il lavoro degli operatori.

Alla prima fase della raccolta fondi, che è tuttora aperta, una prima e importante spinta è arrivata grazie all’iniziativa di Familiari e Amici del dottor Luca Schneider, che in suo ricordo ha contribuito all’acquisizione di una quota parte delle attrezzature previste. Alla Conferenza Stampa hanno presenziato la sorella del dottor Schneider, Anna, e il figlio Paolo.

La campagna di raccolta fondi include attrezzature altamente sofisticate che migliorano l’esperienza del percorso riabilitativo attraverso un coinvolgimento attivo del paziente che necessita di una riabilitazione di tipo ortopedico o che presenta disabilità neurologiche e che attraverso il loro impiego si mette in gioco in prima persona.

Il progetto comprende due diverse tipologie di acquisizione, ossia per pazienti che affrontano un percorso in àmbito ortopedico ma anche neurologico.

Percorso in ambito ortopedico

Per pazienti con lesioni prevalentemente di tipo ortopedico

Una “poliercolina”: è una sorta di spalliera a muro che presenta dei contrappesi con i quali il paziente può fare dei movimenti in maniera attiva. Questo macchinario è utilizzato soprattutto per la riabilitazione degli arti superiori ma può essere usato anche per gli arti inferiori. La poliercolina può essere utilizzata in autonomia dal paziente, seguendo le indicazioni fornite dal fisioterapista. Il suo valore è di oltre 1.500 euro.

Poliercolina
Poliercolina
Rota
Rota

Per pazienti con disabilità di tipo ortopedico

Una “rota”: si tratta di una ruota, del valore di circa 3.400 euro, utilizzata prevalentemente per gli arti superiori. Anche in questo caso il paziente lavora in autonomia e attivamente, seguendo le indicazioni del fisioterapista.

Per pazienti sottoposti ad interventi ortopedici (ad esempio, protesi di anca o di ginocchio)

Quattro mobilizzatori passivi, strumenti che consentono la mobilizzazione delle articolazioni, generalmente anca e ginocchio. Vengono utilizzati soprattutto nella fase iniziale del percorso riabilitativo. Ogni mobilizzatore ha un valore di oltre 4.400 euro.

Mobilizzatore passivo
Mobilizzatore passivo

Percorso riabilitativo di origine ortopedica che neurologica

Oltre a questi dispositivi il progetto include due strumentazioni altamente tecnologiche e sofisticate, utilizzabili in pazienti con disabilità gravi che richiedono un percorso riabilitativo complesso, siano queste di origine ortopedica che neurologica.

Uno “standing dinamico”: si tratta di uno strumento utilizzato da pazienti che devono riacquisire la capacità di raggiungere e mantenere la posizione eretta. La differenza con gli standing tradizionali è data dalla presenza di un “software” che, grazie ad un collegamento “wireless” con uno schermo di ampie dimensioni, consente di simulare delle attività realistiche, contribuendo a rendere maggiormente stimolante il percorso riabilitativo. Il “software” potrebbe ad esempio mostrare sullo schermo un prato fiorito e, attraverso le oscillazioni del macchinario, simulare le sensazioni che si provano nell’attività di raccolta dei fiori, evocando lo spostamento necessario a raggiungere il fiore, raccoglierlo e riportarlo nel cestino. L’attività di riabilitazione nei casi complessi, che spesso può risultare noiosa e frustrante, diventa così coinvolgente e più piacevole per il paziente. Lo standing dinamico ha un valore di oltre 22.000 euro.

Standing dinamico
Standing dinamico

Un “cicloergometro”: si tratta di una sorta di “cyclette” che permette di monitorare e controllare con precisione lo sforzo compiuto, utilizzato sia per la riabilitazione degli arti inferiori che superiori. Anche il Cicloergometro è collegato ad un “software” e uno schermo grazie ai quali la semplice pedalata diventa coinvolgente e sfidante, simulando ad esempio un reale percorso per raggiungere un determinato luogo. Si tratta di un apparecchio molto sofisticato, in grado ad esempio di percepire se durante la pedalata il paziente sta avendo uno spasmo, andando così automaticamente a ridurre la forza richiesta per continuare il percorso. Il valore del cicloergometro supera gli 8.500 euro.

Cicloergometro
Cicloergometro

Oltre ad incrementare la qualità del percorso riabilitativo, i nuovi dispositivi consentono di rendere più efficiente l’attività dei fisioterapisti, mettendoli nelle condizioni migliori per poter lavorare: lo sforzo fisico richiesto all’operatore viene ridotto al minimo e, grazie alla possibilità per il paziente di assumere un ruolo attivo, si consente all’operatore di seguire più pazienti, garantendo una maggiore disponibilità di percorsi riabilitativi.

Ringrazio la famiglia Schneider e l’Associazione Amici dell’Ospedale di Biella per l’importante contributo che consente di offrire ai pazienti l’utilizzo di attrezzature più moderne e funzionali che insieme sono fruibili da un ampio numero di pazienti, per accelerare e migliorare il recupero  funzionale di molteplici quadri disabilitanti – ha così commentato la dottoressa Lia Rusca,  Direttore della SC Medicina Riabilitativa e del Dipartimento Interaziendale Funzionale Transmurale di Medicina Fisica e Riabilitativa -. L’obiettivo principale della riabilitazione rimane, infatti, quello di consentire recuperi più veloci e completi, laddove possibile, e l’utilizzo di attrezzature idonee è un supporto imprescindibile”.

L’acquisizione di questo tipo di attrezzatura fa fare un passo in avanti nell’evoluzione della terapia, che non si limita ad eliminare la malattia ma diventa strumento per prendersi cura delle persone – ha spiegato il dottor Leo Galligani, Presidente dell’Associazione Amici dell’Ospedale di Biella -.  In questo modo il paziente si allontana dalla sua malattia, non è più “affetto da” ma è “la persona che” e addirittura esegue in benessere una cosa che nel passato sarebbe stato un sacrificio. Questo è il concetto di umanizzazione delle cure”.

“La condivisione con l’Associazione Amici dell’Ospedale di Biella su questo progetto per il 2026 è stata piena e immediata proprio perché va non solo a diversificare la tipologia di progetti su cui si è collaborato finora, ma perché offre un apporto in un settore in cui si può erroneamente pensare che sia meno interessato dall’innovazione, quando al contrario può fare la differenza nel recupero dei pazienti sia ortopedici che neurologici – ha così dichiarato il Direttore Generale ASL BI, Mario Sanò –. In Sanità sono strategici gli investimenti dell’Azienda in innovazione per le grandi tecnologie. In questo momento, infatti, l’ASL di Biella sta aggiornando i due Acceleratori Lineari in Radioterapia con contributi regionali del Fondo di Sviluppo e Coesione, ma altrettanto lo sono questi progetti vicini ai bisogni dei pazienti e che si fondano sulla sinergìa tra Cittadini, Associazioni e Professionisti. La Direzione Generale esprime il suo più sentito ringraziamento ai Familiari e agli Amici di Luca Schneider e all’Associazione Amici dell’Ospedale che ha saputo aprire una strada importante, quale è il recupero e la rieducazione funzionale, e valorizzarla con un progetto nuovo che interessa e coinvolge ampi e trasversali categorie di persone”.

Per sostenere l’Associazione Amici dell’Ospedale:

Banca di Asti – IBAN IT16 B060 8522 3000 0000 1000 314

Banca Sella –  IBAN IT56 F032 6844 4300 5211 7928 350

Paypal:  info@amiciospedalebiella.org

Strumenti, tra cui poliercolina, rota e mobilizzatori passivi

Cicloergometro

Standing dinamico