Il dottor Graziano Gusmaroli, Direttore della SC Neurologia dell'ASL BI

Il 24 aprile 2021 in tutto il mondo ricorreva la Giornata contro la Meningite. In un’ottica di sensibilizzazione, prevenzione e informazione, ASL Biella riporta alcune informazioni e considerazioni su questa malattia redatte per l’occasione dal dottor Graziano Gusmaroli, Direttore della Struttura Complessa (SC) Neurologia dell’ASL di Biella.

L’incidenza della meningite nel Biellese
Considerando tutte le tipologie di meningite (acuta o cronica, settica o asettica, primitiva o secondaria) sul territorio contiamo intorno a 6–8 casi all’anno, mentre gli episodi di forma acuta infettiva che registriamo sono un paio ogni anno.

Sintomi della Meningite

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Come riconoscere tempestivamente la meningite
La triade – cefalea, febbre e rigidità nucale/cervicale – è la manifestazione clinica che indica una meningite acuta, talora associata a disturbo di coscienza; la fase prodromica è aspecifica e non induce la diagnosi. Come spesso accade è la clinica, comprendente una attenta raccolta dei dati anamnestici (la storia antica e recente del soggetto) e una attenta valutazione clinica (visita), a essere l’elemento diagnostico principale.

Da cosa è provocata e come si trasmette
In genere le forme di meningite sono provocate da batteri o virus, ma possono essere dovute anche da altri agenti infettivi, specie in individui immunodepressi, oppure essere asettiche o tumorali.
Le meningi sono tre foglietti sierosi che rivestono l’intero Sistema Nervoso Centrale (SNC), quindi possono subire l’invasione da strutture adiacenti (otiti, sinusiti, ascessi spinali), oppure per via ematica di agenti infettivi provenienti dalle vie aeree, aspirando goccioline contaminate.

Quanti tipi di meningite esistono
Dipende da come le classifichiamo:

  • acute, subacute o croniche secondo modalità d’esordio e andamento
  • batteriche, virali, micotiche o altre, secondo l’agente causale.

Come avviene la diagnosi
È sempre la clinica che deve far ipotizzare un’infiammazione delle meningi. Successivamente, l’esame del liquor cefalo-rachidiano ottenuto mediante puntura lombare confermerà o allontanerà la diagnosi. Altri esami sono complementari e vengono effettuati in base al quadro clinico.

Quali sono le persone più a rischio
Se ci riferiamo alle forme infettive, chiaramente tutte le categorie fragili e gli immunodepressi, nonché le persone sottoposte a interventi neurochirurgici. Alcune forme di meningite prediligono infanzia e adolescenza.

Quali sono le cure più efficaci
Innanzitutto le terapie mirate contro l’agente causale della meningite, se identificabile, quindi antibiotici in primo piano per le forme batteriche, oppure antivirali per le poche forme suscettibili, antifungini, steroidi in situazioni particolari. Nelle forme con grave compromissione generale, forme iperacute, assistenza intensiva compresa la ventilazione invasiva.

Come ci si può proteggere, esistono dei metodi preventivi
Nelle situazioni a rischio (immunodepressi, fragili, sottoposti a neurochirurgia) rigoroso rispetto di tutte le procedure igieniche raccomandate dai servizi di prevenzione. Quando possibile, le vaccinazioni contro le forme più aggressive (meningococciche o pneumococciche) tenendo conto dell’epidemiologia attualizzata. Da ricordare anche l’importanza delle vaccinazioni anti-influenzali che nei primi cinque anni dalla loro diffusione hanno dimezzato le meningiti da Haemophilus Influenzae.
Infine da sottolineare la possibilità di un’invasione diretta delle meningi da parte di sinusiti, otiti, mastoiditi, da non sottovalutare mai.