Gruppo Gomitolorosa per la Giornata Mondiale sul Tumore Ovarico all'Ospedale degli Infermi

Sabato 8 maggio 2021 si è celebrata la Giornata Mondiale sul Tumore Ovarico. Per celebrare la ricorrenza, quest’anno Gomitolorosa ha lanciato una nuova iniziativa di sensibilizzazione sulla patologia, organizzata con la collaborazione di Loto Onlus, Associazione partner della campagna. Il progetto nazionale di maglia solidale è stato incentrato sul colore ottanio, scelto come colore simbolo del tumore all’ovaio, e nei giorni scorsi nel nostro Ospedale è stata organizzata una breve cerimonia per sottolineare il valore e il significato dell’iniziativa: fare squadra per aiutare le donne colpite a superare le difficoltà fisiche e psicologiche della malattia. Questo in relazione alle nuove norme di comportamento imposte dall’emergenza COVID-19.

Kit personali di lanaterapia consegnati alle pazienti

Da anni infatti Gomitolorosa recupera lana scartata, per farne dei gomitoli da fornire agli Ospedali e alle pazienti oncologiche in attesa di visite, esami e operazioni all’interno delle strutture. La cosiddetta “lanaterapia”, che il COVID ha reso più complicata per via dell’accesso comune agli spazi e del contatto con i materiali da parte di più persone. Per ovviare alle restrizioni anti contagio, Gomitolorosa perciò ha realizzato dei kit personali, contenenti lana e ferri, per permettere alle pazienti di proseguire con la lanaterapia in sicurezza.

Questa è una bella iniziativa per testimoniare che la lotta al tumore ovarico è una lotta di squadra in cui le protagoniste sono le donne malate e i loro familiari – afferma la dottoressa Laura Zavallone, Medico oncologo del Reparto di Oncologia dell’Ospedale dell’ASL di Biella che si occupa di tumori ginecologici –. Parliamo di una patologia grave, che colpisce le donne e, di riflesso, le loro famiglie. Il kit fornito alle nostre pazienti, che queste possono portare a casa, ha un valore simbolico”.

La dottoressa Laura Zavallone, Dirigente Medico oncologo e il dottor Francesco Leone, Direttore della SC Oncologia ASL BI

Sul trattamento del tumore ovarico ci sono stati dei miglioramenti negli anni – continua la dottoressa Zavallone –. Difficilmente si guarisce, ma abbiamo imparato a rendere questa malattia cronica e curabile, con una buona qualità di vita per le nostre pazienti. Dopo vent’anni di stallo, attualmente ci sono diversi farmaci a disposizione che, spesso, non sono dei chemioterapici veri e propri, ma delle terapie diciamo “più intelligenti” mirate contro un bersaglio tumorale specifico. Indubbiamente le armi per combattere questa battaglia sono diventate più numerose e molto più “ritagliate” sulle caratteristiche del tumore della paziente, si parla sempre di più di “medicina personalizzata”. Sul tumore all’ovaio lo screening è inefficace e quindi è molto importante lo studio genetico della donna malata ed, eventualmente, dei suoi familiari”.

Un’indagine genetica può permettere di prendere provvedimenti prima che una donna si ammali – dice a riguardo il dottor Francesco Leone, Direttore della Struttura Complessa (SC) Oncologia della nostra ASL –. L‘identificazione di una forma tumorale genetica è importante sia per il trattamento della paziente che per i suoi familiari che potrebbero avere lo stesso rischio. Quello ovarico è un tumore più raro rispetto ad altri, ciò per le pazienti non è consolatorio. L’iniziativa di Gomitolorosa serve a far vedere loro che c’è chi si può occupare della loro situazione e a non farle sentire sole”.

 

La dottoressa Patrizia Tempia Valenta, Responsabile della SS Psicologia Ospedaliera ASL BI

La Referente aziendale all’interno di ASL Biella è la dottoressa Patrizia Tempia Valenta, Responsabile della Struttura Semplice (SS) Psicologia Ospedaliera. “Gomitolorosa è una rete di sensibilizzazione – spiega –. La lanaterapia è distraente per le pazienti e crea relazione, permette loro di poter creare qualcosa di concreto. La lanaterapia è una dimensione meditativa, che prima del COVID poteva essere utilizzata anche in Day Hospital oltre che in sala d’attesa”.

I lavori realizzati dalle pazienti con i kit personali serviranno poi alla creazione di un patchwork, un’unione di tutti i manufatti che verranno creati, come si legge nel Comunicato Stampa trasmesso dalla nostra Azienda Sanitaria Locale.